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A Le Mans si lavora alacremente…

Giugno 1971

Fervono i lavori al circuito della Sarthe in vista della 24 Heures du Mans!

Ecco alcune foto scattate dal nostro inviato speciale che descrivono molto bene l’atmosfera di grande attesa per l’evento automobilistico più atteso: la 24 ore a Le Mans.

Si stanno approntando e restaurando i fabbricati alla Maison Blanche e, corre voce, anche alle tribune e al rettilineo delle Hunaudieres… come pure al Tertre Rouge.

Nel frattempo i tecnici dell’autodromo più famoso di Francia stanno mettendo a punto i regolamenti per la condotta di gara e per le omologazioni…

Si dice che il Druido sia già sul posto, memorizzando ogni dettaglio in modo indelebile a futuro interesse degli appassionati, mentre Guido_la_Slot divora le pagine di Autosprint dove si favoleggia di Jackie Oliver cronometrato vicino ai 400 km/h sul rettilineo delle Hunaudieres (e rosica perchè nessuno lo porta in Francia) …

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Benvenuti in un modo fantastico …

… di “fare slot”!

Sì un “modo” fantastico, oltre che un “mondo”. Perché slottare sulle riproduzioni dei circuiti “veri” è avvincente come partecipare a una gara reale e, inoltre, abbiamo a disposizione un mondo intero di autodromi da riprodurre, con tutte le loro varianti nel corso degli anni. Possiamo permetterci il lusso di far rivivere tracciati ormai obsoleti nella realtà e non più omologati, anche per ragioni di sicurezza. In questo sono stati maestri Claudio “Gicla” e Stefano “Tom Slick”, con la Targa Florio, dando il là a tutto questo. A dire il vero anche Enrico “Hank” ci ha “messo del suo” con le sue fantastiche piste da rally dioramate in modo ineccepibile con muschio, tronchi d’albero e segnali stradali. Poi Franz Cicogna, con la sua inesauribile collezione di Autosprint e di ricordi, Dario Franco, Giovanni “countryjoe” e il gruppo di Aosta e Issogne. E che dire dei “terribili” Calabroni Rossi, con il loro club dove quando vai a correre sai che affronterai una vera prova speciale…

Ecco questo è il “mondo”, fatto di persone eccezionali tanto brave a slottare quanto simpatiche, sportive e disponibili a dare una mano. Con loro ho ritrovato la voglia di giocare con la “macchinine” proprio come si faceva da ragazzi: cambiando circuito e continuando a sfidarsi in gare che cercavano di riprodurre gli autodromi reali. Ma allora non avevamo i mezzi di oggi: cronometri e computer, potere d’acquisto e possibilità di viaggiare, ma soprattutto non avevamo Internet. Questa è la chiave che ci ha avvicinato, che ci permette di confrontarci e di parlare a distanza, scambiandoci esperienza, consigli e permettendoci di condividere la nostra passione.

Benvenuti nel fantastico “mondo” dello “Historic Slotcars Challenge”.

Seguite il “coniglio bianco”, non ve ne pentirete…