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I numeri della LeMans

La prossima volta…

… un bel torneo di scacchi!

Questo è quello che ho pensato dopo tutti i problemi vissuti prima e durante la gara e, forse, lo farò.

Abbiamo “fatto i numeri” per poter realizzare questa edizione a sei corsie e abbiamo anche avuto un poco di sfortuna e ingenuità. Ecco i “numeri” che danno l’idea di cosa ci si deve aspettare per realizzare un circuito di questo tipo:

36,07m la corsia interna, 38,52m l’esterna

403 pezzi di pista

600 metri di cavo elettrico e 156 connettori Mammouth maschio/femmina per collegare 5 punti di corrente

4 punti caratteristici ricostruiti in diorama da Valentina, Franz, Roberto, Annalia e Riccardo: Maison Blanche, Box, Ponte Dunlop, Bar al Tertre Rouge

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Abbiamo iniziato il montaggio mercoledì sera e abbiamo finito, ahimè, sabato mattina, lavorandoci le sere, compatibilmente con gli impegni personali.

Più tempo disponibile sarebbe stato meglio, soprattutto per fronteggiare i seguenti inconvenienti:

– lavoro di pulizia extra per i molti pezzi (come la partenza LeMans) danneggiati da un’infiltrazione d’acqua nel locale dove erano riposti;

– venerdì guasto del secondo portatile necessario a collegare le altre due corsie con UR30 (che legge in una parallela solo 4 corsie). Ovviamente avevamo pronto un PC fisso di riserva il quale, secondo Murphy’s law, all’accensione ha dato avviso di batteria tampone scarica, con conseguente perdita dei settaggi della parallela e impossibilità di UR30 a funzionare correttamente.

A questo punto, tre alternative possibili: rimandare tutto, usare solo 4 corsie per la gara, cercare un altro PC. Ho optato per quest’ultima soluzione e ringrazio ancora il mio amico Riccardo che mi ha prestato il suo vecchio portatile con la parallela. Ho provato venerdì sera i tratti interrotti e i 2 PC con un rettilineo di circa due metri e tutto funzionava, anche se il PC a prestito si è rivelato molto lento e ha richiesto un lavoro di impostazione che Maurizio ha fatto sabato mattina durante i giri liberi. Lo ringrazio per la collaborazione.

Poi in gara abbiamo avuto problemi di registrazione dei giri, cosa che ci ha imposto di controllarli a mano.

In ogni caso l’interesse è stato elevato, come descrivono questi dati:

23 partecipanti

7 città di provenienza dei diversi piloti: Aosta, Asti, Biella, Como, Milano, Sesto S. Giovanni, Venezia

Alla pagina dedicata sono visibili le gallerie fotografiche della gara.

Lunedì sono tornato alla pista e, prima di smontare, ho girato per circa mezz’ora su ognuna delle quattro corsie che avevano dato problemi, usando 5 auto diverse. Ovviamente gli stessi PC collegati nello stesso modo NON hanno perso un solo giro!!! Anche girando in due sulle corsie limitrofe (che condividono lo stesso tratto interrotto e lo stesso cavo dati) e passando appaiati in modo da caricare con doppio segnale la stessa porta parallela e il PC.

Così siamo punto e a capo 😦

Mi sono goduto i giri che non sono riuscito a fare sabato mattina, ma con la rabbia di non sapere cosa sia successo e come aggiustarlo. Certo, potrei buttare tutto, rompere il salvadanaio e acquistare un sistema a 6 corsie commerciale… il quale magari va in palla per il tratto interrotto messo male, per un sensore IR che non legge bene, ecc. ecc. …come ogni tanto accade al club.

Ho scritto ciò non per pietire compassione o scuse, ma per sfogo personale e per mettere questa esperienza al servizio di chi vuole cimentarsi nello “monta e smonta” dei circuiti. Al pari per avere da qualche esperto di PC e di elettronica qualche “dritta” su come fare per capire cosa può essere accaduto e come evitare problemi in futuro.

Comunque questi sono gli insegnamenti da trarre:

– per montare un circuito così servono più delle 32 ore uomo che ci abbiamo messo Roberto e io

– controlla i pezzi uno ad uno anche se li hai usati 3 mesi prima

– usa un cronometraggio commerciale, se malfunziona puoi dare la colpa al costruttore 😉

– se le cose partono male e Murphy si fa vivo… rimanda il tutto a momenti migliori!!!

1000 Km vissuti pericolosamente

Cronaca di una rievocazione veramente “vissuta”

Tutto è incominciato l’anno scorso, dopo aver “fatto la LeMans” Roberto e io ci siamo detti: “adesso facciamo Monza con l’Anello ad Alta Velocità”. E qui è iniziata l’avventura, la competizione…

Già perché non è così facile riprodurre le curve sopraelevate facendo in modo che le slot di oggi ci passino senza problemi. Dopo averne pensate tante, ci siamo decisi ad acquistare le R1 e R2 sopraelevate Scalextric Sport, più i raccordi Sport -Classic per collegarle alle nostre Scalextric “vintage” (oltre che molto vissute!). Abbiamo fatto qualche prova e visto che si poteva fare. Ho riprodotto il tracciato dell’autodromo com’era negli anni dal ’63 al ’69 usando UR30, tenendo come base la mappa di Google e i miei ricordi da ragazzo. Ne è uscita la riproduzione in scala che ci ha “gasati” e ci ha fatto venire la voglia di rievocare la 1000 Km di Monza; programmandola ovviamente per il 25 aprile, giorno in cui tradizionalmente si è sempre corsa la storica gara.

Ricostruzione in scala del tracciato di Monza da 10Km

Ricostruzione in scala del tracciato di Monza da 10Km

Così il 24 sera ci siamo ritrovati ad assemblare il circuito al Policampus di Sondrio, avendo dato appuntamento a tutti per le 8:30 del mattino del 25 per le prove libere e con l’idea di iniziare a correre le gare individuali di rievocazione alle 10.

Roberto & Guido, altrimenti detti “gli ottimisti”!

Alle 2:30 del mattino, con il circuito montato (ancora senza cordoli) e la parte elettrica che non funzionava a dovere siamo andati a nanna. Al mattino dopo con l’aiuto dei partecipanti abbiamo finito di assemblare il circuito e con 2 ore e mezza di ritardo abbiamo iniziato le prove libere. Così le gare di rievocazione sono saltate, ma l’endurance è stata, almeno per me, avvincente. Era la prima volta che slottavo sul tracciato dell’autodromo di Monza, riprodotto in scala. Che emozione!!!

Grazie a tutti quanti!!!

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